Ma quanto conta l'apparenza?
Disgraziatemente, moltissimo. Tuttavia, spesso non nel senso che comunemente si crede.
Domanda numero 1: Chi è - nel corteggiamento - la parte apparentemente più interessata? Chi è che "pensa solo a quello"? chi è che "ci prova in continuazione"?
Il maschio? Pensateci bene, prima di passare alla domanda numero 2:
Chi è che passa ore dal parrucchiere? Ore a truccarsi davanti allo specchio? Che entra in crisi se il colore del rossetto non si intona con quello dei collant?
Non trovate una contraddizione surreale nel fatto che la parte che - sempre apparentemente - fa di tutto per sfuggire, sia quella più impegnata a rendersi attraente, mentre l'altra - che dovrebbe essere la più interessata - spesso e volentieri trascuri persino le più elementari norme igieniche?
Ci sarebbe moltissimo da dire su questo argomento, tirando in ballo l'evoluzione, la sociologia, la diversità dei ruoli, il rimescolamento degli stessi e via dicendo. Qualcuno potrebbe farmi notare che anche i maschi cominciano a essere ossessionati dalle rughe e dalla pancetta.
Come ho detto più volte, attirandomi le ire di buonisti e femministe, la civiltà degli ultimi 4-5000 anni (e tanto più quella degli ultimi 40-50) conta molto poco rispetto ai milioni di anni che l'evoluzione ha impiegato a selezionare i comportamenti che miglioravano le possibilità riproduttive di un individuo.
E, per una serie di ragioni che sarebbe troppo lungo spiegare, quando si tratta di corteggiamento, sono questi comportamenti a premiare, non quelli che vorrebbero buonisti e femministe.
In altre parole, dai tempi preistorici, i maschi hanno provveduto a procurare il cibo, fare la guerra, difendersi dagli animali feroci, costruire la capanna, ecc. ecc., rimanendogli così poco tempo per badare al proprio aspetto fisico.
Mentre la femmina, invece di fare tutta quella fatica, utilizzando il potere del sesso, ha trovato molto più comodo fare in modo di farsi scegliere da chi tornava al villaggio con la preda più grossa e possedeva la capanna migliore. Entrando in questo modo in competizione con le altre femmine.
In sostanza, la competizione maschile si è assestata sul terreno dei risultati, mentre quella tra femmine sul terreno delle apparenze, con tutte le conseguenze del caso.
Tornando alla domanda iniziale, su quanto conti l'apparenza, è chiaro che ci si trova davanti a una contraddizione, di cui fareste bene a tenere conto.
Mentre è indubbiamente importante apparire in forma ed essere curati nell'aspetto e nell'abbigliamento, questo deve apparire come un qualcosa di assolutamente "naturale" e "secondario", mai il frutto di un impegno: altrimenti, la percezione inconscia sarà "Questo non ha niente di meglio da fare che stare davanti a uno specchio tutto il giorno..."
E infatti i maschi che rivelano un eccesso di attenzione al proprio abbigliamento e al proprio aspetto fisico tendono a trovare più ammiratori che ammiratrici. Non che ci sia qualcosa di sbagliato, ma di solito non è il risultato che si voleva ottenere.
Pertanto occorre mantenere un difficile equilibrio tra la necessità di avere un aspetto decente e alla moda, e al tempo stesso manifestare una sovrana indifferenza allo stessso.
Non dimentica che agli occhi attenti di una femmina queste cose non sfuggono, e sarete radiografati da capo a piedi nello spazio di un nano secondo.
Buona fortuna. E fatemi sapere come ci riuscite, se ci riuscite! :-
Un saluto
Bruno
Diventiamo seduttivi
Siamo sicuri di non essere noi stessi il peggior ostacolo alla seduzione?
Sono sempre più convinto che le "tecniche" di seduzione, che mi si continua a chiedere come se avessero una valenza magica, siano un tentativo di aggirare un problema più grave. Ma andiamo con ordine.
In un mercato competitivo, le tecniche di vendita sono fondamentali: solo proponendo in maniera efficace un prodotto questo può catturare l'attenzione del consumatore e spingerlo a scegliere in una direzione piuttosto che in un'altra. Verissimo.
Ma questo avviene perché la scelta avviene su prodotti che - nella stessa fascia di prezzo - hanno caratteristiche all'incirca equivalenti, e quindi è la capacità del venditore ad essere determinante.
Tuttavia, difficilmente un venditore, per quanto bravo, riuscirà a convincervi ad acquistare un oggetto di scarsa qualità, poca utilità e magari fuori prezzo.
La seduzione non è altro che la "vendita" di se stessi, e il ragionamento è lo stesso: in un mercato competitivo e approssimativamente equivalente, la tecnica farà sicuramente la differenza. Ma se siete - per ragioni diverse - fuori dal gioco, solo un angelo custode particolarmente benevolo può farvi sperare in qualche risultato.
Quindi, prima di concentrarsi sulle tecniche, occorre farsi un sano esame di coscienza, e verificare che non ci siano elementi che pregiudichino fin dall'inizio ogni speranza di riuscita.
Non sto qui a entrare in dettagli, che potete trovare in qualunque rivista maschile, o anche semplicemente osservando voi stessi e gli altri: la cosa più importante da acquisire è la capacità di osservarsi dall'esterno. Al di là dell'aspetto fisico e dell'abbigliamento, che sono facilmente verificabili (e comunque - piaccia o meno - fondamentali), occorre prestare particolare attenzione alla personalità e al modo di comportarsi, non necessariamente in campo seduttivo.
Provate a osservarvi, ad ascoltavi "davvero" mentre parlate, al messaggio che - al di là della parole - state effettivamente trasmettendo. Chiedetevi: "Se qualcuno si rivolgesse a me in questo modo cosa proverei? E se vedessi qualcun altro?"
Ognuno è convinto di dare il meglio, e non si rende conto che siamo in balia di comportamenti automatici che ci impediscono qualunque risultato, ma che continuiamo a ripetere con ostinazione; compertamenti che - quando non si tratti di vere e proprie patologie - sono risolvibili con un po' di autoosservazione e buona volontà.
Ancora una volta, come è già segnalato, il vero problema è la mancanza di attenzione e di consapevolezza sun nostro comportamento, sull'interlocutore, sulla relazione.
Provate a essere più "presenti", i risultati vi stupiranno.
Un saluto
Bruno
Essere "in flow"
Quando siamo rilassati e focalizzati, entriamo in uno stato nel quale il successo è inevitabile.
A tutti è capitato - spero - di vivere momenti magici nei quali tutto sembra andare miracolosamente per il verso giusto.
Ci troviamo immersi in un'attivita, solitamente impegnativa, e sentiamo di avere accesso a risorse creative ed energetiche che normalmente non sono a nostra disposizione.
Ci si sente rilassati, concentrati, attenti, abbiamo un obiettivo, rispondiamo con prontezza e lucidità.
ciò che facciamo, benché impegnativo, ci sembra facile, e abbiamo l'impressione che "ci accada".
Di solito questo è legato ad una attività sportiva o artistica, ma può trattarsi di un discorso che ci esce particolarmente bene, di un articolo che sembra scriversi da solo, o semplicemente una giornata in ufficio che scorre in modo "magico". Abbiamo l'impressione che la mente cosciente si limiti a fare da spettatore, e che "qualcos'altro" abbia preso il controllo.
C'è uno scienziato dal mome impronunciabile, Mihaly Csikszentmihalyi, che per trent'anni ha studiato le caratteristiche di questo stato mentale. Lui lo chiama essere "in flow", ma altri parlano di essere "in the zone", o "in the groove",... per chi ha pratica di arti marziali, si può parlare di mushin, "no mind", o di mizu no kokoro "mente come l'acqua".
E' uno stato in cui possiamo accedere a risorse di livello diverso, in cui i limiti e le paure usuali scompaiono, i blocchi svaniscono e riusciamo ad esprimerci al meglio, facendo affidamento su un "nucleo" di autenticità che percepisce e calcola a una velocità infinitamente maggiore del pensiero cosciente.
Cosa c'entra tutto questo con la seduzione?
Non lo so con certezza, ma ho l'impressione che se potessimo entrare a piacimento in questo stato, i nostri successi sarebbero incredibili.
Non vi do nessun consiglio, ma vi prometto di studiare il problema e, se possibile, di trarne conclusioni pratiche.
Un saluto
Bruno
Ancora sulle chat....
Nessuno strumento può essere migliore di chi lo usa.
I siti di incontri sono fantastici, a patto che...
Continuo a ricevere richieste di consigli da gente che sta da MESI in chat con qualcuna, e non ha ancora concluso niente.
Ora, non è che voglia a tutti i costi farmi pubblicità, ma ho riassunto qui il mio pensiero:
http://www.seduzionerapidaonline.com/
dove per una cifra ridicola (grosso modo una pizza per due persone...) spiego nei dettagli come ottenere dei risultati.
Per coloro i quali non vogliono spendere, do comunque un consiglio:
la chat è uno strumento per trombare!!!!!!!!!!!!!!!!!!
non per farsi delle pippe!!!!!!!!!!!!!!!!!!
Ci devono essere un massimo di QUATTRO messaggi tra il primissimo conttatto e l'incontro. Punto.
Tutto ciò che è in più, non solo non aiuta ma PREGIUDICA il risultato finale.
Ripeto, sono tutte cose studiate e verificate di persona.
Se mi credete, bene, altrimenti, continuate pure a sbattere la testa contro lo stesso muro....
Un saluto
Bruno
Il gatto con i guanti non prende il topo...
E' una celebre frase di Benjamin Franklin: ci può insegnare qualcosa?
La natura (o dio, o la selezione naturale, come vi piace...) ha dotato ogni essere vivente di strumenti che gli consentissero di sopravvivere e di riprodursi.
E a dispetto di quanto possiamo pensare noi, con la nostra stramba logica, non ha fatto preferenze, in quanto aggressività, strumenti di offesa e di difesa, capacità riproduttiva, eccetera si combinano e si compensano tra le varie specie in una sinfonia meravigliosa, creando un equilibrio che solo noi, nella nostra sconfinata presunzione crediamo di poter modificare a nostro piacimento.
E' vero, i gatti sono più grossi e veloci dei topi. Però questi ultimi riescono a nascondersi dove i gatti non possono arrivare, e si riproducono a un ritmo infinitamente superiore a quello dei gatti. E questo ha prodotto un equilibrio "naturale", che ha permesso la sopravvivenza delle due specie.
Ma cosa accade quando inseriamo la "morale"? La "cultura"? Il "buonismo"? Il mondo "come dovrebbe essere"?
Cosa succede se i topi riescono a convincere i gatti che non è corretto usare le unghie? Che dovrebbero vergognarsi? Che, come minimo, dovrebbere mettersi dei guanti per coprirsi quegli orribili artigli?
Succede una cosa molto semplice: i gatti non riescono più ad acchiappare i topi. Non solo, vengono fatti oggetto di scherno e riso dai topi che, ormai al sicuro, rinfacciano loro che "quelli di una volta sì, che erano gatti..."
E tutto ciò è molto triste.
Io, francamente, non credo che ci sia alcunché da aggiungere. Chi ha bisogno di una spiegazione, farà meglio ad abbandonare questo sito a tutta velocità...
Un saluto
Bruno
Trucchi linguistici: le presupposizioni
L'attrazione è l'attrazione, niente da dire. Tutto accade per magia, come no.
Ma...e se questa magia l'aiutassimo un po'? I sistemi non mancano, vediamone uno...
L'uomo è cacciatore? Solo se è un perdente...
Di tutti i luoghi comuni sulla seduzione, quello dell'uomo cacciatore è uno dei più devastanti. Vediamo il perché.
Quando si parla di seduzione - come in tanti altri campi, ovviamente - è inevitabile scontrarsi con miti e credenze così largamente accettati che si finisce per crederci senza darsi la pena di verificare se abbiano o meno un qualche senso.
Ora, fin da piccoli ci sentiamo ripetere che "l'uomo è cacciatore", detto dai maschi con malcelato orgoglio e dalle femmine con un misto di disprezzo e timore (e desiderio di essere cacciate, ovviamente).
Ora, "cacciatore" sembrerebbe effettivamente descrivere il comportamento più adatto alla seduzione, ovvero quello di chi punta una preda e, usando tutti i mezzi a disposizione, non demorde fino al momento della cattura, incarnando così l'archetipo del macho guerriero e conquistatore.
Il punto è che non è affatto così: questo comportamento, che ha una sua validità se stiamo cacciando un animale nella giungla - o magari se stiamo cercando di ottenere un contratto piuttosto che di scrivere una sinfonia - ovvero focalizzare tutte le le risorse su un unico obiettivo, ci trasforma in perdenti cronici nel campo della seduzione.
La persona che stiamo "cacciando" può non essere interessata a noi, può non essere disponibile in quel momento, può aver fatto voti che non sappiamo o avere disturbi che non conosciamo, può semplicemente essere stronza... insomma può essere impossibile da "catturare" per ragioni che non hanno niente a che vedere con noi oppure può richiedere una quantità di tempo e risorse tali da superare il valore della "conquista".
Non solo, la concentrazione su una femmina particolare (possiamo inventare un termine e chiamarla "monoginia"? Ci penserò...) ci impedisce di vedere la quantità di altre femmine interessanti e disponibili che ci passa quotidianamente a fianco.
Conosciamo tutti persone - magari noi stessi...- che perdono giorni, settimane, mesi, (anni?) a corteggiare la stessa femmina, a mandarle fiori, messaggini, regalini, ecc ecc, con risultati prossimi allo zero sul piano sessuale e devastanti su quello dell'autostima.
Chi ha successo con le femmine non si comporta affatto da cacciatore.
No.
Si comporta come qualcuno che fa apparentemente la stessa cosa ma in realtà usa una tecnica che è l'esatto contrario.
Chi ha successo con le femmine fa il pescatore!!!!!
Il pescatore non punta un "pesce". Il pescatore lancia un'esca e aspetta. Ancora meglio, lancia due, tre, dieci esche,... e non si fissa su una in particolare, e sa che - se l'esca è buona e nella zona i pesci ci sono - non tarderanno ad abboccare.
Se proprio prende qualcosa che non gli interessa, non ha problemi a ributtarlo in mare.
Quindi, mentre il cacciatore corre e si affanna dietro una preda, senza alcuna garanzia del risultato, il pescatore piazza i suoi ami e aspetta, sapendo che la statistica lavora per lui.
Fuor di metafora, mentre il perdente spreca tutte le sue energie perseguendo una causa spesso persa, il vero seduttore ne corteggia in maniera più o meno soft almeno dieci per volta, e si coltiva amiche, relazioni, vecchie fiamme, anche quelle per le quali non ha un iteresse diretto (le femmine hanno tutte delle amiche, no?)
Con il risultato che:
- si decuplicano le possibilità di successo
- un eventuale rifiuto non crea un problema (si passa alla successiva...)
- le eventuali prede mantengono la tensione, sapendo che sono incalzate dalla concorrenza
Quindi... tutti a pesca!!!!!
Perché online?
A qualcuno, l’idea di usare internet per trovare un partner può sembrare strana, umiliante, “qualcosa per sfigati”,.... niente di più sbagliato, e infatti il numero di chi la usa cresce ogni giorno di più: questo significa che, oltre ad aumentare costantemente le proprie possibilità, si tratta di un modo di agire che viene considerato normale e accettato socialmente.
Non si tratta più di mettere annunci nella rubrica “Cuori solitari”, ma semplicemente di sfruttare appieno le opportunità che le nuove tecnologie ci offrono. Il fatto è che ciò che è importante è trovare la persona che ci interessa, non come l’abbiamo trovata. E se è vero che in rete ci sono problemi diversi da quelli che si possono affrontare nel mondo reale, è anche vero che le possibilità offerte sono così fantastiche da valere la pena di correre qualche rischio in più.
Per cui, se ancora abbiamo delle remore ad usare la rete per scopi romantici, se ci pare qualcosa di stravagante e da “perdenti”, proviamo a vedere un momento quali sono le alternative, ovvero che problemi si trova ad affrontare chi cerchi un partner nella società contemporanea, utilizzando i metodi “tradizionali”.
Intanto, non dimentichiamoci che nel mondo d’oggi, indaffarati come siamo a inseguire standard professionali sempre più elevati, siamo semplicemente tutti molto occupati, e questo vale naturalmente anche per il potenziale partner. Sappiamo benissimo quanto sia difficile trovare un momento per una pausa, un momento per se stessi, un momento per occuparsi delle prime necessità personali. In questo contesto, crearsi uno spazio anche solo per guardarsi intorno, può essere davvero un problema.
E...guardarsi intorno dove, poi?
Sul lavoro? Be’, se siamo fortunati a lavorare in una grossa istituzione, forse. Ma in ogni caso, chiunque ci abbia provato con una collega (per non parlare con un superiore o, peggio, con una subordinata), ha scoperto sulla sua pelle che genere di problemi possono sorgere. Per non parlare poi di quelli che appaiono quando eventualmente ci si riesce!
Ce li procurano gli amici? Mah, se c’è qualcuno che ha trovato l’amore tramite gli amici, batta un colpo... in generale, intanto gli amici hanno altro da fare che occuparsi delle nostre esigenze, poi è tutto da discutere che le conoscano davvero. E in genere, le compagnie di amici tendono a produrre le cosiddette “endogamie”, ovvero il continuare a scambiarsi i partner all’interno dello stesso gruppo, e questo non di comune accordo, ma con liti, minacce, gelosie,... in generale, non si arriva da nessuna parte.
Stesso discorso se ci capita di abitare in una comunità di piccole dimensioni: se la città può essere alienante, e può spesso darci la sensazione di “essere soli in mezzo alla folla”, una comunità ristretta in cui ruoli, coppie, situazioni sono fissati a priori e praticamente inamovibili può rendere impossibile ogni tentativo di instaurare rapporti; per non parlare semplicemente della mancanza “numerica” di occasioni.
Conoscenze di vecchia data? Oh, rischiare di rovinare un’amicizia di lunga durata inserendo elementi romantici? E comunque, anche quando la cosa pare funzionare, mancano alcuni degli elementi fondamentali della seduzione e dell’innamoramento, cioè la sorpresa e il senso dell’avventura. Talvolta, il vedersi reciprocamente con occhi nuovi può essere la scintilla scatenante, ma in generale non succede; anzi, di solito anche il solo pensiero del tentativo di cambiare tipo relazione ci fa sentire ridicoli (Nota: se per “conoscenza di vecchia data” intendete qualcuna a cui fate segretamente il filo da anni... be’, questo vi qualifica automaticamente come dei perdenti; decidete immediatamente di lasciar perdere, e cercate – online...:-) – nuove occasioni.
Night club, bar, discoteche,...mah, le uniche femmine disponibili in questi posti di solito sono professioniste (molto costose…): difficilmente una ragazza andrà da sola a passare la serata in un bar o tantomeno in un night. Al limite in gruppo, con tutti i problemi del caso. La discoteca è ancora un posto possibile, magari in vacanza. Ma per avere successo in discoteca bisogna essere tipi da discoteca, e non tutti lo sono. E comunque, per chi ha passato la trentina è abbastanza difficile non sentirsi ridicolo.
Tentativi ed errori? Be’, è probabilmente quello che avete fatto finora e, se state leggendo queste righe, probabilmente non vi è andata troppo bene...E non dimentichiamo una cosa, che probabilmente avrete già notato: in qualunque tipo di situazione, avvicinarsi alle persone diventa sempre più difficile. Come si diceva all’inizio, siamo tutti sempre più occupati, e anche quelli che prima erano tempi morti, che potevano lasciare uno spazio, non lo sono più. Guardatevi in giro e osservate la quantità di persone che parla al telefonino per strada, che ha le cuffie, che invia SMS, e ditemi voi se è pensabile tentare un approccio.
In rete, invece:
la possibilità di incontri è virtualmente ilimitata: puoi trovare una dozzina di partner potenzialmente validi nello spazio di un paio d’ore, e puoi operare una prima selezione senza bisogno di vedersi di persona
Puoi focalizzare la ricerca: se hai hobby particolari, gusti speciali o, perché no, preferenze sessuali poco comuni, puoi trovare facilmente ciò che cerchi senza doverti vergognare e senza fatica.
Puoi rimanere anonimo finché lo desideri, in questo modo puoi interrompere il rapporto in qualunque momento lo dovessi ritenere opportuno senza che questo provochi strascichi spiacevoli.
Proprio perché si è anonimi, ci si esprime tutti più liberamente, ed è pertanto infinitamente più facile riconoscere fin dall’inizio conflitti e disaccordi, evitando a priori di infilarsi in situazioni senza uscita.
Siccome hai già tutti i dati del potenziale partner, e hai deciso che ti vanno bene, puoi passare a discutere di cose più interessanti.
Puoi cancellare i personaggi indesiderabili: chiunque non rispetti i tuoi standard di comportamento, intelligenza, educazione, può essere cancellato con un semplice click. Quante volte avremmo desiderato che questa possibilità esistesse anche nel mondo reale...:-)
Circa i “personaggi strani”... be’ non ci sono più personaggi strani in rete che fuori; ma in rete, protetti dall’anonimato, le persone tendono a rivelarsi più presto di quanto non credano, e questo permette di decidere di starne lontani prima che la cosa possa creare dei problemi.
In realtà, in rete gli unici pericoli sono quelli che ci creiamo con la nostra mente: noi ci accingiamo alla caccia con un’idea in mente, ed è facile innamorarsi della prima persona che ci concede una qualche attenzione, senza capire che ci stiamo semplicemente autoipnotizzando... ma ogni cosa a suo tempo.
Puoi migliorare sempre più il tuo stile: una delle cose fantastiche della rete è che non sei obbligato a rimanere chiuso nel tuo personaggio: se hai commesso degli errori, hai scoperto modi più efficaci di presentarti, non ti piace il personaggio che hai creato, ebbene... puoi ricrearti immediatamente un’identità e partire su basi nuove.
In pratica, questo significa che per raggiungere buoni risultati un po’ di gavetta sarà indispensabile. Ma proprio il fatto di poterla fare nel più assoluto anonimato, e di potersela poi lasciare alle spalle senza che ci condizioni è il miglior incentivo ad avventurarsi nel mondo virtuale.
Un’ultima riflessione: verrebbe da chiedersi perché mai le femmine debbano usare un mezzo come la chat, quando è apparente così facile per loro ottenere soddisfazione sessuale. Il punto è che gli stessi problemi che abbiamo elencato più sopra valgono anche per loro. E quando si trovano in una situazione chiusa – e accade più spesso di quanto non si pensi – un sito di incontri può essere l’unica soluzione. E questo indipendentemente dall’attrattività fisica.
Quindi, tutti in rete.
E, nei limiti della mia esperienza, mi permetterò di passarvi man mano qualche dritta che a me si è rivelata utile...
Un saluto
Bruno
Capire gli annunci altrui....
Migliorare gli annunci e le mail
Il modo migliore per capire come scrivere mail e come rispondere agli annunci è quello di mettere un annuncio dichiarando di essere una femmina, e poi osservare la stupidità devastante delle risposte che vi giungono.
(Nota: il consiglio si può ovviamente ribaltare, ma di solito le femmine hanno una sensibilià maggiore al ridicolo....
E infatti è difficile rendersi conto di quanto un uomo possa rendesi ridicolo, fino a quando non si sono lette le mail dei siti di incontri, e non saremo in grado di capire quanto possano essere ridicole le nostre mail fino a quando non vedremo altri scrivere le stesse cose che volevamo scrivere o – molto peggio – che abbiamo già scritto..
Questo piccolo esperimento vi permetterà soprattutto di verificare la spaventosa mancanza di fantasia che affligge la maggior parte di questi aspiranti seduttori. Il problema è che i maschi fanno tutti le stesse cose; quindi è fondamentale comportarsi diversamente (ed eventualmente usare il comportamento degli altri come soggetto di conversazione)
Se volete ottenere un maggior vantaggio su una particolare persona, usate identità diverse per contattarla (ovviamente, può essere costoso (!), ma se usato con intelligenza è un sistema fantastico). Il Il fatto è che potete fare una serie di tentativi con una o più identità per vedere cosa funziona e cosa no, farvi un’idea dei gusti e dei desideri di questa persona, e utilizzare poi a vostro vantaggio queste informazioni quando vi presenterete con la vostra vera identità.
Aspettate a innamorarvi!!!!
Siete in contatto con un’idealizzazione, non con una persona, e non dimenticate che, fino a quando non vi incontrate potrebbe essere tutto falso. Inoltre, tenete presente che anche gli altri possono essere smaliziati, fare scherzi, avere tempo da perdere...molto spesso, riceverete mail da persone che si conoscono tra di loro – ma voi non lo sapete – che avranno così modo di passarsi informazioni, farvi le stesse domande, verificare la coerenza di quello che dite, eccetera (è per questo che è meglio essere sinceri, per quanto possibile: è molto meno faticoso...)
Non dimenticate mai che per il momento state solo giocando, non attaccate quindi alcun significato emozionale a quello che state facendo.
Se – contrariamente ai consigli che abbiamo dato in altri post – mantenete un rapporto epistolare, imparate almeno a rendere le mail più interessanti: per esempio, imparate ad essere sensuali senza menzionare il sesso. Le femmine vivono la sensualità senza necessariamente passare attraverso l’atto fisico, ma anche attraverso suoni, odori, anche il suono stesso delle par





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