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Archivio Maggio 2007

Essere "in flow"

di BrunusMagnus (25/05/2007 - 03:03)

Quando siamo rilassati e focalizzati, entriamo in uno stato nel quale il successo è inevitabile.

 

A tutti è capitato - spero - di vivere momenti magici nei quali tutto sembra andare miracolosamente per il verso giusto.
Ci troviamo immersi in un'attivita, solitamente impegnativa, e sentiamo di avere accesso a risorse creative ed energetiche che normalmente non sono a nostra disposizione.

Ci si sente rilassati, concentrati, attenti, abbiamo un obiettivo, rispondiamo con prontezza e lucidità.
ciò che facciamo, benché impegnativo, ci sembra facile, e abbiamo l'impressione che "ci accada".

Di solito questo è legato ad una attività sportiva o artistica, ma può trattarsi di un discorso che ci esce particolarmente bene, di un articolo che sembra scriversi da solo, o semplicemente una giornata in ufficio che scorre in modo "magico". Abbiamo l'impressione che la mente cosciente si limiti a fare da spettatore, e che "qualcos'altro" abbia preso il controllo.

C'è uno scienziato dal mome impronunciabile, Mihaly Csikszentmihalyi, che per trent'anni ha studiato le caratteristiche di questo stato mentale. Lui lo chiama essere "in flow", ma altri parlano di essere "in the zone", o "in  the groove",... per chi ha pratica di arti marziali, si può parlare di mushin, "no mind", o di mizu no kokoro "mente come l'acqua".

E' uno stato in cui possiamo accedere a risorse di livello diverso, in cui i limiti e le paure usuali scompaiono, i blocchi svaniscono e riusciamo ad esprimerci al meglio, facendo affidamento su un "nucleo" di autenticità che percepisce e calcola a una velocità infinitamente maggiore del pensiero cosciente.

Cosa c'entra tutto questo con la seduzione?
Non lo so con certezza, ma ho l'impressione che se potessimo entrare a piacimento in questo stato, i nostri successi sarebbero incredibili.
Non vi do nessun consiglio, ma vi prometto di studiare il problema e, se possibile, di trarne conclusioni pratiche.

Un saluto

Bruno

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Ancora sulle chat....

di BrunusMagnus (19/05/2007 - 01:13)

Nessuno strumento può essere migliore di chi lo usa.
I siti di incontri sono fantastici, a patto che...

 

Continuo a ricevere richieste di consigli da gente che sta da MESI in chat con qualcuna, e non ha ancora concluso niente.

Ora, non è che voglia a tutti i costi farmi pubblicità, ma ho riassunto qui il mio pensiero:

http://www.seduzionerapidaonline.com/


dove per una cifra ridicola (grosso modo una pizza per due persone...) spiego nei dettagli come ottenere dei risultati.

Per coloro i quali non vogliono spendere, do comunque un consiglio:


la chat è uno strumento per trombare!!!!!!!!!!!!!!!!!!

non per farsi delle pippe!!!!!!!!!!!!!!!!!!


Ci devono essere un massimo di QUATTRO messaggi tra il primissimo conttatto e l'incontro. Punto.


Tutto ciò che è in più, non solo non aiuta ma PREGIUDICA il risultato finale.

Ripeto, sono tutte cose studiate e verificate di persona.

Se mi credete, bene, altrimenti, continuate pure a sbattere la testa contro lo stesso muro....


Un saluto


Bruno

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La cosa più antiseduttiva in assoluto...

di BrunusMagnus (07/05/2007 - 18:39)

A volte proprio sembra che tutto vada storto. Ma è davvero solo colpa delle circostanze?

 

Mi scrive un ammiratore argentino da poco arrivato in Italia - la mail è lunga, quindi non la riporto - di avere rischiato una denuncia per tentato stupro perché, a fronte dei reiterati rifiuti di lei, continuava a metterle le mani addosso e a tentare di spogliarla.


"Non capisco, da noi si fa così. Anche se alla ragazza piaci alla follia, lei ti respinge con "violenza" fino a quando non finge di non essere più in grado di resistere e "cede". Ma è un gioco. Come facevo a sapere che quella mi respingeva sul serio?"


E' una lettera che, pur nella sua "drammaticità", mi ha divertito, perché è incredibile quanto possano essere ancora diversi i codici comunicativi - e tanto più i rituali di corteggiamento - tra le varie culture, anche in tempi di globalizzazione come quelli attuali.


Tuttavia, il problema è un altro, perché tocca un punto sensibilissimo e non certo limitato alle differenze culturali: ovvero, il maschio è programmato a "provarci", allo stesso modo in cui la femmina è programmata a "resistere", anche quando ne ha tanta voglia quanto lui.


Ci sarebbe da scrivere tantissimo sul perché questo succede, e magari prima o poi lo farò, ma veniamo al sodo: Come faccio a sapere se il suo "no" significa "no", oppure "chissà" oppura "continua"?


Ad insistere quando il "no" è reale si rischiano, appunto, denunce o comunque situazioni imparazzanti. Ma anche fermarsi quando invece bisognerebbe insistere, non è certo una bella cosa.


Il punto è che la femmina è estremamente chiara nel manifestare la sua disponibilità o meno, addirittura PRIMA che lei se ne renda conto (sono stati fatti degli studi interessantissimi sulla comunicazione non verbale, a questo proposito).


Ebbene, la capacità di decodificare i messaggi non verbali è una delle principali qualità di chi sa rapportarsi con il sesso femminile, e non certo solo durante la seduzione: chiunque abbia un minimo di esperienza sa quanto frustrazione provochi cercare di comprendere "da maschi" cose che alle femmine sono assolutamente ovvie.


Non è che ci si possa trasformare da un giorno all'altro, ma arrivo a quella che ho definito la cosa più antiseduttiva, e di cui la cattiva comunicazione è solo una conseguenza:

la mancanza di attenzione!!!!!


mancanza di attenzione ai segnali, al tono, ai movimenti, alle emozioni, ai gesti,...


Siamo così concentrati su come appariamo, su come stiamo andando, sull'effetto che vogliamo provocare, che non ci rendiamo conto che la persona con cui stiamo ci sta inviando una quantità di segnali che non solo non sappiamo interpretare, proprio non li percepiamo.


Come ho detto, non si possono fare miracoli. Ma provate ad osservare, provate ad aprirvi. Provate a "sentire" le risposte, anche se razionalmente vi possono apparire sconclusionate.


Imparerete molto, ve lo assicuro. E, soprattutto, i vostri successi cresceranno a dismisura.


Un saluto


Bruno

 

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Il gatto con i guanti non prende il topo...

di BrunusMagnus (02/05/2007 - 13:20)

E' una celebre frase di Benjamin Franklin: ci può insegnare qualcosa?

 

La natura (o dio, o la selezione naturale, come vi piace...) ha dotato ogni essere vivente di strumenti che gli consentissero di sopravvivere e di riprodursi.


E a dispetto di quanto possiamo pensare noi, con la nostra stramba logica, non ha fatto preferenze, in quanto aggressività, strumenti di offesa e di difesa, capacità riproduttiva, eccetera si combinano e si compensano tra le varie specie in una sinfonia meravigliosa, creando un equilibrio che solo noi, nella nostra sconfinata presunzione crediamo di poter modificare a nostro piacimento.


E' vero, i gatti sono più grossi e veloci dei topi. Però questi ultimi riescono a nascondersi dove i gatti non possono arrivare, e si riproducono a un ritmo infinitamente superiore a quello dei gatti. E questo ha prodotto un equilibrio "naturale", che ha permesso la sopravvivenza delle due specie.


Ma cosa accade quando inseriamo la "morale"? La "cultura"? Il "buonismo"? Il mondo "come dovrebbe essere"?


Cosa succede se i topi riescono a convincere i gatti che non è corretto usare le unghie? Che dovrebbero vergognarsi? Che, come minimo, dovrebbere mettersi dei guanti per coprirsi quegli orribili artigli?


Succede una cosa molto semplice: i gatti non riescono più ad acchiappare i topi. Non solo, vengono fatti oggetto di scherno e riso dai topi che, ormai al sicuro, rinfacciano loro che "quelli di una volta sì, che erano gatti..."

E tutto ciò è molto triste.


Io, francamente, non credo che ci sia alcunché da aggiungere. Chi ha bisogno di una spiegazione, farà meglio ad abbandonare questo sito a tutta velocità...


Un saluto


Bruno

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